Bright Festival Connect 2020

BRIGHT FESTIVAL EVENTS

BRIGHT FESTIVAL CONNECT 2020

23-24 - 25 OCTOBER 2020

The international community of digital artists and creative industry professionals, moved to Leipzig for three days of exciting events.

During the day: meetings, digital installations, VR and immersive experiences curated by experts and designers from all over Europe.

In the evening audio-visual shows and live set performed by international artists took place in the fascinating spaces of Kunstkraftwerk.
A new ambience dedicated to the digital creativity in which attendees could get in touch with new technologies and live immersive experiences.

The event took place in accordance with all the advices from the German health authorities


Ancient Future live stream: quando la musica diventa bella da vedere

Pochi giorni fa abbiamo avuto il piacere di promuovere la prima visione di ANCIENT FUTURE, il live stream realizzato da Luca Bacchetti all’interno di una splendida fortezza medievale nel cuore della Toscana: un viaggio musicale nato per connettere passato e futuro attraverso i linguaggi contemporanei della musica elettronica e della new media art, con quel tocco poetico che ha sempre caratterizzato questo artista. 

Grazie alla collaborazione con Future Classics, Ancient Future è stato il primo contenuto digitale firmato Bright_Music, la sezione di Bright Festival che promuove la musica elettronica e le iniziative legate alla club culture.

Luca Bacchetti è sicuramente uno degli artisti italiani che ha riscosso maggiore successo nella scena elettronica internazionale: le sue produzioni e i suoi live set lo hanno portato in questi anni ad esibirsi in oltre 80 paesi, in alcuni dei club e dei festival più importanti del mondo.  

Gli abbiamo fatto qualche domanda sul concept e sulle ispirazioni artistiche che lo hanno guidato in questo progetto…

Una diretta streaming mozzafiato, studiata nei minimi dettagli, con un ottimo lavoro di regia alle spalle. Da dove nasce questa idea e perché proprio in questo scenario?
Eravamo in pieno lockdown e stavo guardando alcuni live stream realizzati da artisti e colleghi, interessanti musicalmente ma spesso scollegati dal contesto. Il modo in cui suono e’ sempre stato influenzato dal luogo in cui mi trovo. Su una spiaggia a Tulum di certo non suono come invece farei in un club a Berlino… la musica cambia, quello che non cambia e’ il gusto che definisce ogni identità. Ho pensato che questo aspetto dovesse riflettersi anche in una live stream e da qui è nata l’idea di realizzarne uno nella mia terra, ma con obbiettivi diversi: narrare una storia e utilizzare la musica elettronica come colonna sonora per il luogo in cui mi trovavo, in questo caso la Fortezza di Verrucole, che si trova a pochi chilometri da dove vivo; per certi versi un discorso continuativo dell’album che ho registrato proprio qui in Toscana. Devo dire che ho trovato in Giovanni il partner perfetto: come vedi le sue immagini hanno profondita’, non ci sono grandangoli che appiattiscono le scene, c’e’ grande cura per il dettaglio. E’ stato stimolante lavorare insieme alla ricerca di un dialogo l’audio e il video.

Durante la diretta abbiamo avuto il piacere di ascoltare le tue tracce mixate a quelle di altri artisti del momento… cosa ti ha ispirato durante il set? Hai inserito anche qualche traccia inedita?
Ho cercato di selezionare le song in modo diverso, non facendomi influenzare dall’usanza ormai diffusa di mettere solo tracce unreleased. In questo progetto la priorità era essere contemporaneo musicalmente proponendo ciò che mi ha colpito in questo periodo. Per questo motivo nel set si ritrovano John Hopkins, Lord Of The Isles, Shed, Juan Maclean… e si, anche qualcosa di nuovo come il remix di Marcus Worgull di Soma Souls, che uscirà ad Ottobre su ENDLESS.

 Luca Bacchetti_ Credit: Giorgio Leone

Un live stream come questo non si realizza proprio tutti i giorni. Come hai vissuto questa esperienza da art director
Ogni cosa che faccio deve avere un significato. In questo caso ho cercato di pensare un po’ come un regista e un pò come un music advisor: volevo stabilire un legame tra la mia musica e le immagini della natura, sfruttando lo scenario intorno a me per enfatizzare il contrasto tra antico e moderno.

Viviamo un periodo decisamente drammatico per tutto il settore musicale e performativo.  Come hai affrontato questi mesi durissimi e quali sono le tue idee per il futuro? 
Sono stati mesi in cui ho capito ancora di piu’ che la mia creatività si nutre essenzialmente di vita, di immagini. Il fatto di non poter viaggiare o semplicemente muoversi non mi ha reso particolarmente creativo in studio. Al contrario, in questi mesi ho ascoltato moltissima musica, concentrandomi di piu’ sulla mia parte di DJ. Sono abituato a viaggiare moltissimo e scoprire posti nuovi; per me questo e’ benzina sul fuoco della creatività, una parte essenziale del mio lavoro. Sul versante discografico ho da qualche mese pubblicato ‘Secret World’ il mio primo album ma sto gia’ pensando ad una direzione nuova per il prossimo.  Nel frattempo ci saranno nuovi remix in arrivo. Riguardo la situazione attuale, mi auguro che si trovi un vaccino prima possibile. In tutta onestà, se adesso avessi la possibilita’ di suonare di fronte ad un assembramento di persone che ballano non mi sentirei a posto con me stesso, ma piuttosto un egoista. Il buon senso ci dice che dobbiamo attendere ancora un po’.

Fortezza delle Verrucole, Lucca_ Credit: Giorgio Leone

Negli ultimi anni i video hanno assunto un ruolo sempre più determinante nel mondo della musica elettronica: dai primi video girati in pista e caricati su youtube alle regie professionali con riprese aeree trasmesse in tempo reale sui social network. Una vera rivoluzione che ha reso la figura professionale del Videomaker sempre più ricercata da parte di artisti e promoters e che ha permesso agli spettatori di tutto il mondo di scoprire e vivere gli eventi anche da remoto, coltivando passione e cultura musicale anche dal proprio smartphone. 

Ma come vengono vissuti gli eventi dai nuovi protagonisti dei backstage?  Lo abbiamo chiesto a chi ha curato le riprese di questo paradiso millenario,  con una tecnica piuttosto insolita… 

Raccontaci un pò di te, del tuo background e del tuo rapporto artistico con la musica elettronica. 
Mi chiamo Giovanni Brega ma tutti mi conoscono come Gió Brega, che ormai posso considerare il mio nome d’arte. Lavoro da anni come videomaker freelance nel settore degli eventi e dei live, dove la sfida consiste nella ricerca della ripresa; posso dire quindi di essere cresciuto nei club toscani, che mi hanno dato la possibilità di unire la mia passione per la videografia con quella per la musica elettronica. Dopo molti anni in questo settore, puoi immaginare la mia reazione quando Luca mi ha contattato per parlarmi del progetto: non ho potuto dire di no!

Dietro una diretta come questa c’è sicuramente un grande lavoro di regia e studio delle immagini. Quali sono stati le fasi del processo di produzione e come hai scelto l’attrezzatura da utilizzare? 
La prima volta che ho visitato la location ho pensato subito di fare una produzione pura e senza color grading; volevamo creare qualcosa di diverso rispetto alle dirette che avevo visto negli ultimi tempi. Così ho studiato gli orari per sfruttare al meglio la luce del tramonto e la luna piena, che in quella settimana ha contribuito a rendere l’atmosfera davvero unica. Ho scelto di non usare grandangolari. Ho portato con me due camere fisse Sony A7 III e una con stabilizzatore guidata da me. Credo che proprio questa ci abbia regalato le immagini più emozionanti. Per le riprese aeree invece ho utilizzato droni Mavic ProTutto il lavoro è stato girato e registrato in one take con una post produzione molto pulita. Tutte e cinque le camere erano spesso in synch con la musica: a Luca interessava più l’emozione del momento che l’estrema perfezione in post produzione.

Qual è la cosa che più ti ha entusiasmato di questo progetto? 
Come ti ho detto sono un grande appassionato di musica elettronica e avevo già fatto lavori in questo campo, ma mai un live stream di questo livello. Per me e’ stata un esperienza nuova ma soprattutto una sfida nel cercare di contribuire al messaggio che Luca voleva trasmettere utilizzando il linguaggio dei nuovi media.

Negli ultimi anni i video sono diventati uno strumento fondamentale per la promozione degli artisti. Alcuni pensano che questo fenomeno abbia spostato l’attenzione su aspetti estetici togliendo spazio alla qualità delle performance. Altri credono che sia stato un trampolino di lancio che ha permesso di mostrare al mondo le proprie capacità tecniche e stilistiche. Qual è il tuo pensiero a riguardo e quanto incide il ruolo del videomaker in questo frangente? La musica aiuta il video ed il video aiuta la musica, si valorizzano a vicenda. Oggigiorno la tecnologia ci permette di fare cose che solo qualche anno fa erano impensabili e realizzabili solo con grandi budget; pensa che una volta avresti dovuto noleggiare un elicottero per girare un’aerea! Tutto questo oggi e’ un industria importante al servizio della musica. Si può bluffare ma se una cosa e’ pura te ne accorgi, per questo credo che il ruolo del singolo individuo sia sempre quello che fa la differenza.  Il confronto, lo scambio tra menti simili, lavorare insieme sul tipo di linguaggio che si vuol utilizzare; la tecnica ci viene incontro e ci offre infinite possibilità ma a trasmettere un emozione e’ sempre l’essere umano.


Dance in the Moonlight

BRIGHT FESTIVAL EVENTS

DANCE IN THE MOONLIGHT

31.12.2019

New Year’s night lights up between digital arts, lighting design and electronic music, under the illuminated arches of one of the most historical monuments in all of the city of Florence: Torre di San Niccolò…

Videomapping by The Fake Factory welcomed 2020 on the banks of the Arno with the soundtrack by the special guest Matthew Herbert, composer and electronic innovator who produced and collaborated with numerous world-renowned artists, such as Björk, R.E.M., Quincy Jones and many others.

An event created in collaboration with the Comune Di Firenze, F-Light, Mus.e and Lattex Plus.


Bright Educational online

BRIGHT FESTIVAL EVENTS

BRIGHT EDUCATIONAL ONLINE

19 - 20 - 21 DECEMBER 2020

The first edition of Bright Educatonal Online was held on 19-20-21 December 2020: three days of #live and #ondemand events focused on digital creativity and professions of the future, carried out in collaboration with training institutes, corporate companies and design studios.

 

Over 32 speakers and international guests delivered to the audience, connected from all over the country, creative ideas and suggestions for their professional and artistic-digital path.

 

Find out more information on the  Bright Educational’s new digital platform: Visit the site

 

PARTNERS 

𝐄𝐩𝐬𝐨𝐧 – 𝐖𝐚𝐜𝐨𝐦 – 𝐀𝐛𝐥𝐞𝐭𝐨𝐧 – 𝐀𝐝𝐨𝐛𝐞 – 𝐑𝐞𝐤𝐨𝐫𝐝𝐚𝐭a – 𝐂𝐨𝐧𝐧𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 – 𝐅𝐨𝐭𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 – 𝐒𝐚𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐨𝐮𝐧𝐝 – 𝐓𝐢𝐜𝐤𝐞𝐭𝐬𝐰𝐚𝐩 – 𝐅𝐥𝐱𝐞𝐫 – 𝐈𝐩𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 – 𝐖𝐨𝐚 𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐂𝐨𝐦𝐩𝐚𝐧𝐲 – 𝐔𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭à 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 – 𝐈𝐄𝐃 – 𝐍𝐞𝐰 𝐘𝐨𝐫𝐤 𝐅𝐢𝐥𝐦 𝐀𝐜𝐚𝐝𝐞𝐦𝐲 – 𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐚𝐧𝐠𝐨𝐧𝐢 – 𝐌𝐨𝐝𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐡 – 𝐅𝐚𝐬𝐡𝐢𝐨𝐧 𝐑𝐞𝐬𝐞𝐚𝐫𝐜𝐡 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐲 – 𝐀𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞𝐦𝐢𝐚 𝐂𝐚𝐩𝐩𝐢𝐞𝐥𝐥𝐨



Annunciate data e location del Red Bull LightArts

Una chiesa sconsacrata nel cuore di Firenze sarà la cornice di Red Bull LightArts, primo evento realizzato da Bright Festival in collaborazione con Red Bull: uno spettacolo unico a base di musica e proiezioni, ma anche un progetto che mette le ali ai giovani talenti che si muovono nel mondo delle arti digitali.

Venerdì 17 Aprile 2020 i tre vincitori della call rivolta ai visual artists di tutta Italia, si esibiranno in uno spettacolo immersivo realizzato con 28 proiettori in simultanea, al fianco di un grande artista della scena elettronica internazionale.

Un evento senza precedenti che permetterà al pubblico di vivere un’esperienza audio-visiva a 360°, tra gli scenari virtuali e le percezioni sinestetiche di una Firenze rinascimentale reinterpretata in chiave digital.

Maggiori informazioni saranno annunciate prestissimo sui nostri canali Facebook e Instagram.

Candidati alla Call for Artists su art.brightfestival.com
Le candidature alla call for artists saranno aperte fino a Mercoledì 11 Marzo alle ore 23.59.

Venue: S.Stefano al Ponte, Firenze

S.Stefano al Ponte è meglio conosciuta come la dimora di mostre immersive di grande successo internazionale, quali Van Gogh Alive, Klimt Experience, Inside Magritte e molte altre.
La chiesa sconsacrata aprirà le porte per accogliere l’artista internazionale che si esibirà circondato da video mapping a 360° realizzati da tre video artisti selezionati tramite una call nazionale.

Main Partner: Red Bull
Tech Partner: Concept D by Acer

Photo: Klimt Experience - Chiesa di Santo Stefano al Ponte, by Neomag

Tre consigli per avviare un crowdfunding musicale

Trovare le risorse per pubblicare un disco è particolarmente difficile oggi che la rivoluzione digitale ha cambiato profondamente l’industria della musica. La distanza tra major discografiche e musicisti emergenti è sempre più ampia, e i circuiti di scouting si sono chiusi progressivamente con l’emergere dei talent show e di YouTube. Il crowdfunding musicale è, oggi, un modo per non subire le conseguenze di questa rivoluzione ma sfruttarne attivamente le potenzialità.

Francesco Caprai è l’Head of Music della principale piattaforma italiana in questo campo: Musicraiser, una realtà che oggi conta diecimila artisti e centosettantamila raiser, connessi in una community che ha raccolto sei milioni di euro e contribuito alla produzione di artisti come Ex-Otago e Lo Stato Sociale. In attesa della sua lecture al Bright Festival, organizzata sabato 23 Febbraio da Napier Academy, gli abbiamo chiesto tre consigli che dovremmo assolutamente sapere prima di intraprendere un crowdfunding.

https://www.youtube.com/watch?v=hkfLOX4lBAc

Avvicinati a Musicraiser come a una community

Musicraiser non è una piattaforma di raccolta fondi ma una vera e propria comunità di persone in cui trovare i tuoi fan e potenziali supporter. Per farlo devi lavorare sulla tua visibilità, instaurare un rapporto con la community e definire un prodotto o progetto che i raiser possano finanziare.

Per questo è importante non confondere i tuoi sogni nel cassetto con un realistico passo avanti per la tua carriera che i tuoi fan possano davvero aiutarti a compiere. Se il tuo obiettivo sarà chiaro e definito, la community capirà di poter contribuire al tuo progetto e sosterrà il crowdfunding.

Presta attenzione a cosa vogliono i fan

Prima dei social media il massimo contatto diretto tra musicista e fanbase avveniva su MTV TRL, ma in generale l’irraggiungibilità delle star era un valore e il CD nello stereo e il Videoclip in TV erano l’unico mezzo quotidiano che il pubblico aveva per relazionarsi con i propri idoli. Oggi tutto è mutato: il rapporto diretto è la norma e si basa sull’immediatezza dei contenuti, come le Instagram Stories, ampiamente usate dai protagonisti dell’odierno music business.

Sii accessibile e reperibile sui social media, attivo e sempre pronto a comunicare, perché i tuoi fan sono diventati anche i tuoi amici. Grazie a questo potrai scoprire chi, tra questi, sono i tuoi superfan, quelli che mettono più like, commentano e condividono la tua musica. Loro sono il tesoro che dovrai sempre curare in modo che cresca. Valorizzali facendoli sentire parte di una cerchia più stretta, riservando loro anteprime, biglietti, contenuti audio: saranno i primi a contribuire al tuo crowdfunding.

Sviluppa uno storytelling: è fondamentale

Trova un modo accattivante per raccontare il tuo progetto ai fan e mostra loro il valore del contributo che possono dare per raggiungere il traguardo. La comunicazione nel crowdfunding è fondamentale, se imposterai la tua campagna sul racconto della tua persona e del tuo obiettivo e saprai premiare, stimolando, la fanbase, in particolare i superfan, il successo sarà a portata di mano.

Un crowdfunding riuscito può dare una svolta alla tua carriera nella musica. Sabato 23 Francesco Caprai, uno dei tanti protagonisti del Master in Marketing e Comunicazione per la Musica di Napier Academy, ti guiderà alla scoperta delle migliori strategie durante Bright Festival.


IVA

Il suo viaggio musicale è iniziato durante la sua formazione come batterista, quando, scoprendo la musica elettronica, ha trovato la sua vera vocazione. Iva è stata in grado di unire la sua grande passione e conoscenza di acustica complessa ai ritmi di questo nuovo mondo.
La sua abilità tecnica e l’intuito naturale per la dance music si diffondono rapidamente - in
pochi mesi - tra coloro con i quali ha già condiviso il palco: dj di fama internazionale come John Digweed, MANDY, Nick Warren, Anja Schneider e Tiësto. Oggi, Iva è una delle più celebrate e stimate donne dj in Bolivia.
Dopo aver trascorso alcuni anni in giro per il mondo suonando in alcuni dei più grandi club e
festival, Iva decide di prendere in mano la situazione creando Electro Preste, un festival che
celebra il folklore tradizionale del paese andino e lo unisce alla cultura musicale dance
moderna. Oggi, Electro Preste è al suo terzo anno ed è uno dei maggiori eventi nel calendario culturale boliviano; l’obiettivo per il futuro è quello di esportare il concetto all’estero molto presto.

Iva’s music journey started when she was training as a drummer. One day, she discovered electronic music and found her true calling. Iva was able to apply her strong passion and understanding of complex acoustics to the rhythms of this music genre. Her technical skills and natural intuition for dance music spread rapidly - in a few months only – and were valued by those she had shared the stage with: Djs such as John Digweed, MANDY, Nick Warren, Anja Schneider and Tiesto. To this day, she is one of the most celebrated and esteemed female Djs in Bolivia. After having spent a few years globetrotting by playing in some of the biggest clubs and festivals, Iva decided to take things into her own hands by creating Electro Preste, a festival that celebrates traditional folklore from the Andean country and blends it with a modern dance music culture. Electro Preste is now in its third year and is one of the main events in the Bolivian cultural scene; the plan is to export this concept abroad.


La Fleur

Non pensate neanche di mettere La Fleur svedese in una scatola. Per cominciare, ha avuto troppi colpi di scena nella sua carriera per essere orientata in un angolo particolare. Iniziò la sua carriera lavorativa come farmacista, ma nonostante la sua acuta conoscenza dei laboratori, la sua
passione era per un mix completamente diverso. Basandosi sul successo del PE "Flowerhead" sulla propria etichetta Power Plant, le sue principali pubblicazioni elettroniche hanno incluso gli EP "Nightflow" e "Arms Around" (remixati rispettivamente dalle leggende di Detroit Kenny Larkin e Carl Craig), come remix per Kerri Chandler e Sasha. Nel 2018 si sta godendo una ricca vena di forma, a partire dall'acclamato "Exhaust", che è stato rilasciato con Truesoul impronta di Adam Beyer, seguito da un forte EP a maggio intitolato "Outbreaker" su Watergate Records, con un remix di Tuff City Kids, il vivace progetto laterale di Gerd Janson. Ad agosto ha esordito con un debutto acclamato dalla critica Essential Mix che ha ricevuto consensi da tutto il settore. L'anno è stato anche
sottolineato da una collaborazione straordinaria con Sasha intitolata "Förbindelse" che è stata consacrata Essential New Tune di Pete Tong su BBC Radio 1. Con un remix per Damian Lazarus e Ancient Moons, prima della fine dell'anno, a fianco di un tour pesante programma che la vede giocare a Junction 2, Oasis Festival, Melt Festival, Drumcode Festival e Warehouse Project, si sta facendo
notare come uno dei talenti più eccitanti della house e della techno. Il Mixmag Breakthrough DJ Award alla fine del 2017 è stato sicuramente meritato.

Don’t even think about putting Sweden’s La Fleur into a box. For a start, she’s had too many twists and turns in her career to be edged into one particular corner. She actually started her working life as a pharmacist – but despite her acute understanding of laboratories, her passion was for an altogether different kind of mixing. Building on the success of the ‘Flowerhead’ EP on her own label Power Plant, her key electronic releases so far have included the ‘Nightflow’ and ‘Arms Around’ EPs (remixed by Detroit legends Kenny Larkin and Carl Craig respectively), as well as remixes for both Kerri Chandler and Sasha. In 2018 she’s enjoying a rich vein of form, starting with the acclaimed ‘Exhaust’, which was released on Adam Beyer’s Truesoul imprint, followed by a strong EP in May titled ‘Outbreaker’ on Watergate Records, featuring a remix by Tuff City Kids, the buzzed side project of Gerd Janson. In August she laid down a critically acclaimed debut Essential Mix that received plaudits from across the industry. The year was also highlighted by a standout collaboration with Sasha titled ‘Förbindelse’ that was anointed Essential New Tune by Pete Tong on BBC Radio 1. With a remix for Damian Lazarus & Ancient Moons due before the end of the year, alongside a heavy tour schedule that sees her play Junction 2, Oasis Festival, Melt Festival, Drumcode Festival and Warehouse Project, she’s making her mark as one of the most exciting talents in house and techno. The Mixmag Breakthrough DJ Award at the end of 2017 was certainly well-deserved.


ARK

Considerato il pioniere del nuovo stile sperimentale / minimal house in Francia da oltre dieci
anni, con numerose pubblicazioni sulla Label Brif, Ark continua a collaborare e ad ispirare una moltitudine di star sia affermate che emergenti di oggi in tutta Europa e nel mondo.
Dalle sue origini come chitarrista, ha stretto amicizia con la leggenda di Pepe Bradock e
collaborato con il grande Matthew Herbert. La serie EP "Alleluyark" del 2003 ha riaffermato
il suo status di protagonista principale di musica sperimentale, groove led house e techno. Il
suo Long Player del 2005 su Perlon, "Caliente"; gli è valso il plauso della critica, come dimostrato dai suoi lavori più recenti insieme a Shalom (come Shalark), Krikor (Krikark), Cabanne (Copacabannark), Mikael Weill (Les Cerveaux Lents) e Dolibox. Il suo repertorio di remix è molto ampio e rielabora artisti del calibro di Stephen Beaupre, Mr. Oizo, Archive, Mossa, Salif Keita, Slabb, Krikor, Fym, Cabanne, Robag Wruhme, e altri. Il suo nuovo album "Arkpocalypse Now" (Perlon) è uscito a maggio 2010 e il suo ultimo EP solista "Arkuarium" (Thema021) lo scorso ottobre.

Seen as the pioneer of the new experimental / minimal house style in France for over 10 years, and with various publications on the Label Brif, Ark has kept collaborating with and inspiring a multitude of accomplished and emerging stars, both in Europe and the rest of the world. Ark started out as a guitarist, he made friends with legend Pepe Bradock and collaborated with Matthew Herbert. The 2003 EP series “Alleluyark” has reaffirmed his status as the protagonist of experimental music, groove led house and techno music. His 2005 Long Player on Perlon “Caliente” was worth critics’ approval, as shown by his most recent works along with Shalom (Shalark), Krikor (Krikark), Cabanne (Copacabannark), Mikael Weill (Les Cerveaux Lents) and Dolibox. His remix repertoire is very vast and re-elaborates music by high-calibre artists such as Stephen Beaupre, Mr. Oizo, Archive, Mossa, Salif Keita, Slabb, Krikor, Fym, Cabanne, Robag Wruhme, etc. His new album “Arkpocalypse Now" (Perlon) was released in May 2010 and his last solo EP "Arkuarium" (Thema021) was released last October.


Derrick May

Padre fondatore della musica dance elettronica di Detroit, May è il creatore di uno stile
musicale elegante, erede di Kraftwerk, Funkadelic e della scuola Motown. Nel corso della
sua carriera, ha pubblicato brani singoli che hanno definito il nuovo genere. Nude Photo
(1987), ad esempio, contiene un mix di toni futuristici, eleganza jazz, ritmo disco, fascino e
ballabilità, ripetizioni e piccole variazioni.
A segnare una svolta di carriera è String Of Life (1987), un energico incedere ritmico per
tastiere influenzato da toni jazz e ritmi pseudo-caraibici; un’enciclopedia ritmica che spazia
da Moroder al soul, dal jazz al pop alla musica classica.
Dopo la pubblicazione di questi brani-manifesto, May continua a lavorare ai remix e come
produttore. Nonostante oltre un decennio di inattività di registrazione, la reputazione di
Derrick May come originatore è rimasta intatta. Da anni, si esibisce sui palchi di tutto il
mondo e presso i più importanti festival internazionali.

Derrick May, the founding father of electronic dance music from Detroit, has, over time, introduced an elegant style of music with traits inherited from Kraftwerk, Funkadelic and the Motown School. His career is marked by the publication of singles that defined his new genre. In Nude Photo (1987), for
instance, you can listen to a blend of futuristic tones, elegant jazz music and rhythmic disco music, repetitions and small variations that you can easily dance to.
String of Life (1987) marked a turning point in May’s career thanks to its energetic and solemn rhythm for keyboards that is also contaminated by Jazz and Caribbean-like tones; you could call it a rhythmical encyclopaedia ranging from Moroder to soul, from jazz to pop and classical music.
Following his manifesto singles, May continued his work as a remixer and a producer. Despite his ten years of inactivity, Derrick May’s reputation as an originator has remained intact. He has been performing in worldwide stages and at the biggest international festivals for years.

https://www.facebook.com/technofstvl/videos/1037685086377814/