Dance in the Moonlight

BRIGHT FESTIVAL EVENTS

DANCE IN THE MOONLIGHT

31.12.2019

New Year’s night lights up between digital arts, lighting design and electronic music, under the illuminated arches of one of the most historical monuments in all of the city of Florence: Torre di San Niccolò…

Videomapping by The Fake Factory welcomed 2020 on the banks of the Arno with the soundtrack by the special guest Matthew Herbert, composer and electronic innovator who produced and collaborated with numerous world-renowned artists, such as Björk, R.E.M., Quincy Jones and many others.

An event created in collaboration with the Comune Di Firenze, F-Light, Mus.e and Lattex Plus.


Digital Storytelling: 14 capolavori dall'Italia al mondo

Pochi mesa fa abbiamo avuto l’onore di collaborare con il Ministero degli Esteri nell’evento nazionale che ha riunito 14 dei migliori studi di arte digitale italiani, chiamati a ridisegnare il Palazzo della Farnesina attraverso l’arte del videomapping. 

Per una notte la facciata del Ministero si è trasformata in una tela da 10.000 mq e 15 milioni di pixel, che ha accolto narrazioni visive spettacolari concepite in omaggio al grande valore storico-culturale dell’edificio e dell’Istituzione che risiede al suo interno.  

Abbiamo chiesto agli studi coinvolti nel progetto di raccontarci le storie che li hanno ispirati e di mostrarci le tecniche utilizzate per l’ideazione, la progettazione e la realizzazione delle loro opere d’arte.

Un approfondimento affascinante che ci ha fatto riflettere sull’importanza dello storytelling, elemento caratterizzante delle opere visive talvolta poco valorizzato da parte degli artisti o degli spettatori.
E’ necessario sottolineare che la realizzazione di uno spettacolo di videomapping non consiste soltanto nella scelta di animazioni ed effetti grafici da proiettare su una superficie ma richiede uno studio approfondito dell’architettura, della sequenza narrativa e del messaggio che si vuole trasmettere, oltre ad una grande competenza nella creazione tecnica dei contenuti.

Se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, non si può negare che conoscere il significato di un’opera ne accresce notevolmente il valore, ci permette di imparare qualcosa di nuovo e di fissarne il ricordo nella nostra mente per molto più tempo.  

Con professionalità ed eleganza, gli studi coinvolti hanno unito il fascino del racconto alla ricchezza e alla varietà dei significati attraverso codici, allegorie e virtuosismi artistici: una prova emblematica di Digital Storytelling che ci ha reso ancora più consapevoli dello straordinario potere comunicativo del video mapping e del fascino evocativo delle nuove forme di espressione digitale.

Abbiamo chiesto agli studi coinvolti nel progetto di raccontarci le storie che li hanno ispirati e di mostrarci le tecniche utilizzate per l'ideazione, la progettazione e la realizzazione delle loro opere d’arte.

GUARDA I VIDEO RACCONTI

Red Bull Light Arts

BRIGHT FESTIVAL EVENTS

RED BULL LIGHT ARTS

COMING SOON

Florence will be the setting for Red Bull LightArts, the first event created by Bright Festival in collaboration with Red Bull: a unique show based on music and projections, but also a project which gives wings to young talents, moving within the world of digital arts.

The initiative will allow video artists, selected via open call, to perform in front of the general public in a full-immersion show, created simultaneously with 28 projectors, as well as to access:

  • one month of tutoring for the creation of a 360° visual show
  • a workshop held by an international expert on the techniques and secrets of digital video art
  • complete hospitality package in Florence
  • the new high-performance ConceptD 7 laptop by Acer
  • a unique future experience!


COMING SOON


Annunciate data e location del Red Bull LightArts

Una chiesa sconsacrata nel cuore di Firenze sarà la cornice di Red Bull LightArts, primo evento realizzato da Bright Festival in collaborazione con Red Bull: uno spettacolo unico a base di musica e proiezioni, ma anche un progetto che mette le ali ai giovani talenti che si muovono nel mondo delle arti digitali.

Venerdì 17 Aprile 2020 i tre vincitori della call rivolta ai visual artists di tutta Italia, si esibiranno in uno spettacolo immersivo realizzato con 28 proiettori in simultanea, al fianco di un grande artista della scena elettronica internazionale.

Un evento senza precedenti che permetterà al pubblico di vivere un’esperienza audio-visiva a 360°, tra gli scenari virtuali e le percezioni sinestetiche di una Firenze rinascimentale reinterpretata in chiave digital.

Maggiori informazioni saranno annunciate prestissimo sui nostri canali Facebook e Instagram.

Candidati alla Call for Artists su art.brightfestival.com
Le candidature alla call for artists saranno aperte fino a Mercoledì 11 Marzo alle ore 23.59.

Venue: S.Stefano al Ponte, Firenze

S.Stefano al Ponte è meglio conosciuta come la dimora di mostre immersive di grande successo internazionale, quali Van Gogh Alive, Klimt Experience, Inside Magritte e molte altre.
La chiesa sconsacrata aprirà le porte per accogliere l’artista internazionale che si esibirà circondato da video mapping a 360° realizzati da tre video artisti selezionati tramite una call nazionale.

Main Partner: Red Bull
Tech Partner: Concept D by Acer

Photo: Klimt Experience - Chiesa di Santo Stefano al Ponte, by Neomag

Luca Agnani

Luca Agnani, visual designer e artista multimediale (classe 1976), ha dedicato molta della sua produzione artistica digitale espressamente legata al videomapping, alla rivisitazione delle opere degli artisti della modernità, dando un’impronta molto personale, colorata e pittorica, a questa nuova forma di “ibrido mediale” che unisce la monumentalità dell’architettura all’effimero della proiezione di luce.

Agnani è stato selezionato nel 2013 per “Circle of Light“, concorso internazionale di video mapping in 3D tenuto a Mosca aggiudicandosi il terzo premio.


Gianluca del Gobbo

Considerato un guru dei nuovi media e del mondo delle arti digitali nonché pioniere nel mondo delle Audio Visual Performing Arts, nasce a Roma nel 1970.

Founder di FlyerCommunication, A/V Node, Live Performers Meeting (ad oggi il più grande evento nelle Audio Visual Performing Arts, con oltre 3.501 artisti provenienti da 72 paesi, con edizioni in tutto il mondo).  

Presidente di Linux club Italia, Segretario della Free Hardware Foundation, Direttore artistico di Fotonica Festival.

Creatore del primo mixer AV FLxER, utilizzato per mixare grafica vettoriale, audio, video, testo e media interattivi, in performance live. FLxER è uno dei primi software vj per le Audio Visual Performing Arts. Ad oggi rappresenta il più grande network di artisti e VJ di Visual Voy, legati tra loro per l'interesse per le Audio Visual Performing Arts e, innanzitutto, la condivisione del sapere.


Federico Bigi

I suoi principali interessi si concentrano sui i problemi registici e di messa in scena correlati da ricerche critiche e teoriche in campo cinematografico ed artistico.

Dalla stop motion alla motion graphic il passo è breve e nel 2008 fonda insieme a Marco Grassivaro Apparati Effimeri srl, di cui è CEO e rappresentante legale


Apparati effimeri: la scenografia da "festa" nella storia

Lo spirito creativo che guida la ricerca di Apparati Effimeri è mosso dall'idea di attualizzare gli apparati delle feste ereditati dalla tradizione, sperimentando la possibilità di creare nuovi legami in grado di connettere trasversalmente la storia passata della visione con le tecniche e gli approcci contemporanei dell’arte visiva.

Nelle cerimonie dell’età moderna, soprattutto durante il periodo Barocco, gli apparati effimeri venivano costruiti su misura per l'evento da celebrare e seducevano attraverso “simboli visuali”.
Architetture in legno e in cartapesta e addobbi provvisori si applicavano a palazzi e chiese; decorazioni effimere trasformavano gli interni di sontuose dimore e poi suoni, macchine di gioia, effetti di luce creavano un gioco di inganni e disinganni ottici.

Gli artisti elaboravano ogni volta linguaggi nuovi, mescolando tecniche diverse al fine di infrangere i vincoli delle regole formali dell'arte.
Con l'illusione e la contaminazione andava delineandosi una nuova meccanica dell'immaginazione che portò al cambiamento dell'antico rapporto tra spazio dello spettatore e spazio dell'opera, ottenendo in questo modo il coinvolgimento emotivo, caratteristica fondante dell'arte Seicentesca: la città si fa teatro e il fruitore diventa attore della scena.

La festa, per il suo carattere provvisorio, era il momento privilegiato.

Le opere effimere creavano sorprendenti percorsi visivi, esaltando il corredo urbano e cambiando solo per qualche giorno la pelle degli edifici.
Ogni avvenimento veniva celebrato in maniera fastosa, spinto dalla necessità di affermare un’idea o un potere, passando dallo stupore al coinvolgimento e quindi alla persuasione.

Gli apparati effimeri erano un grande spettacolo visivo, una sorta di installazione ante litteram che metteva insieme diverse forme espressive.
La superficie urbana era il supporto adatto per libere interpretazioni di straordinari artisti, la “meraviglia” si concretizzava nelle strade.

Il repertorio dell’effimero si esprimeva sulle architetture stabili, «così si popolavano per qualche giorno le strade della città con pannelli ‘parlanti’ distribuiti su architetture solenni e provvisorie» (Chastel, 1960).

Portando al limite estremo la virtualità dei mezzi usati e la potenzialità dei materiali provvisori si ponevano le basi per l'unione delle arti.

Bibliografia

  • A. Chastel, Les entrées de Charles Quint en Italie in Les fêtes de la Renaissance / réunies et présentées par Jean Jacquot, Parigi 1960, p. 197-206.
  • Fagiolo dell'Arco, L'Effimero Barocco, Strutture della festa nella Roma del '600, Roma 1977.
  • A. Pinelli, La bella maniera. Artisti del Cinquecento tra regola e licenza, Torino 1993.
  • M. Fagiolo, Athanor barocco: l'effimero come labor-oratorium e il segno della Scogliera in Studi sul Barocco romano: scritti in onore di Maurizio Fagiolo dell'Arco a cura di M. G. Bernardini, Milano 2004, pp. 181 -195.
  • P. Portoghesi, Roma Barocca, Roma 2011.

Sitografia