Organysmo - LedPulse

ORGANYSMO BY LEDPULSE
LedPulse Collective Mind
Kinetic, Interactive, Light & Sound
CONCEPT
Rinascimento digitale
RINASCIMENTO DIGITALE
Creative partner

BRIGHT FESTIVAL EVENTS
RINASCIMENTO DIGITALE
15.12.2020 - 06.01.2021
In piazza SS.Annunziata, la celebre loggia disegnata da Brunelleschi ha ospitato le opere di quattro video artisti digitali, per trasmettere alla città un messaggio di Rinascita e speranza attraverso i nuovi linguaggi dell’arte Digitale.
Gli artisti digitali sono stati selezionati tra 72 candidati provenienti da tutta Italia, che hanno partecipato a un concorso di arti digitali per talenti under 35.
Ispirati al contesto architettonico e al momento storico che stiamo vivendo, gli artisti sono stati invitati a reinterpretare il tema Rinascimento Digitale utilizzando la tecnica del video mapping, affascinante forma di arte contemporanea che consente di ridisegnare le superfici architettoniche attraverso l’uso di tecnologie digitali e video proiezioni.
Dopo mesi di buio, la facciata dell’Istituto degli Innocenti è tornata a splendere attraverso l’arte digitale, simboleggiando la vitalità e il futuro ricco di speranza che tutti auspichiamo.
Lo spettacolo è stato trasmesso in diretta streaming Domenica 27 Dicembre alle ore 21.00 sui canali social di Bright Festival, La Nazione, Corriere Fiorentino e The Florentine.
Institutional partner: Comune di Firenze, Mus.e
Creative partner: Concept D
Invisible Ecologies - Tommaso Cherubini

INVISIBLE ECOLOGIES
Tommaso Cherubini
Audiovisual Installation
From raw data to digital nature: immerse yourself in the living pulse of the Arno river.
The project was awarded the “PerChiCrea” grant promoted by SIAE and the Italian Ministry of Culture.
Powered by: Rifugio Digitale
Creative Direction: Laura Andreini
Production: Forma Edizioni
New Media Artist: Tommaso Cherubini
CONCEPT
POWERED BY

PRODUCTION BY

Curiosità e fatti sulla Realtà Virtuale
La realtà virtuale è arrivata nelle nostre case da qualche anno ma esiste nel nostro immaginario da molto prima, forse da sempre, come se ci fosse stato solo bisogno di attendere che la tecnologia potesse essere un po’ più vicina alle nostre idee.
La VR è quella cosa che simula la realtà e attenzione, per realtà si intende quella possibile o impossibile, non necessariamente quella reale. Direte voi, non c’erano già i videogiochi? Sì ok, la differenza sostanziale però sta nel fatto che in questo caso, grazie all’uso di una serie di oggetti, ti puoi immergere in un nuovo spazio.
La realtà virtuale ti porta proprio da un’altra parte e ti fa vedere le cose da dentro, come se fossi lì.
Breve parentesi per chi non lo sapesse: per sperimentare la VR ti devi mettere comodo, indossare un visore, essere provvisto di eventuali altri oggetti come cuffie o guanti particolari; far partire un video e lasciarti andare alla sensazione di essere trasportato da un’altra parte. Quello della realtà virtuale è un mercato che fa guadagnare miliardi e sta crescendo. Ecco un breve elenco di possibili usi e settori: cinema, pornografia, videogiochi, architettura, shopping, mostre d’arte, medicina.
Ok, a questo punto della conversazione dovreste aver attirato l’attenzione dell’interlocutore. Ordinate da bere e passate alla fase due: raccontare retroscena interessanti. Valutate voi in che ordine e selezionate quelli che vi interessano di più.
In realtà già nel ‘57 esisteva uno strumento che permetteva di sperimentare un’altra realtà coinvolgendo i sensi. Si chiamava Sensorama ed era definito dal signore che l’ha inventato (Morton Heiling) Experience Theatre. Il fruitore poteva immergersi in una nuova realtà nella quale venivano coinvolti diversi sensi: olfatto, tatto, vista, udito. Questo dispositivo funziona ancora oggi ma il costo eccessivo per lo sviluppo non permise di andare avanti con l’idea.
Poi nel ‘68 Ivan Sutherland e un suo studente inventarono il primo sistema di realtà virtuale con il visore. L’hardware era così pesante che serviva un marchingegno che lo sostenesse. Si chiamava Spada di Damocle.
Negli anni ‘70 all’ MIT nasce il primo software che simula la realtà e il termine Virtual Reality viene coniato nel 1989 da Jaron Lanier che studiava linguaggi di programmazione. Le parole nascono per esprimere e comunicare concetti o sensazioni, prima non ce ne era stato bisogno e poi un giorno, tadan, eccoti petaloso. Nel caso della VR il nome è stato decisamente fortunato.
Per non parlare della letteratura, nei romanzi esistono un sacco di esempi in cui è coinvolta la VR. Certo direte, scontato. Bene ma la cosa interessante è che qualcuno un giorno ci ha pensato e ne ha scritto. Sappiamo sempre le cose quando ce le raccontano ma inventarsele o immaginarsele di punto in bianco è un’altra storia.
Un esempio è The Dueling Machine di Ben Bova del 1969. Uno dei primi romanzi cyberpunk della storia. Nell’universo esiste una macchina che genera un mondo virtuale nel quale due avversari possono sfidarsi senza che ci siano ripercussioni nel mondo reale. L’idea è che la macchina possa essere usata per risolvere qualsiasi tipo di conflitto. Si tratta di un sistema che accetta la nostra naturale pulsione allo scontro, a farci la guerra, con la sostanziale differenza di non lasciare vittime lungo il percorso. Non male come utopia.
E poi un film cult, Tron, fantascienza, prodotto dalla Disney, del 1982. Uno dei primi Disney che fa grande uso della computer grafica (dice Wikipedia). Realtà parallela, videogiochi, duelli, male contro il bene, c’è un po’ di tutto qui dentro. La colonna sonora è composta dallo stesso autore che ha curato quelle di Arancia Meccanica e Shining. E con questa ultima perla dovreste aver fatto breccia nel cuore di chi vi ascolta.
Ora la ciliegina sulla torta. Platone. Sì, lui. Ripescate dai vaghi ricordi delle lezioni di filosofia il Mito della caverna. Qui il filosofo si interroga sulla realtà, su cosa sia la verità e cosa l’opinione e la rappresentazione della realtà. Facendo un passo in più potremmo dire che quando facciamo esperienza del mondo, questa è sempre mediata dalla nostra mente, quindi la “vera realtà” è inaccessibile e possiamo solo percepire la copia, la rappresentazione, una realtà immersiva.
Ora potete tornare al contemporaneo e c’è Snow Crash, Matrix e in qualche modo anche The Truman Show.
E via avanti all’infinito.
Ataraxie By Maxime Houot - Collectif Coin

Ataraxie
By Maxime Houot
Production: Collectif Coin
Kinetic Light & Sound
CONCEPT
SUPPORTED BY


Bright Educational online
BRIGHT FESTIVAL EVENTS
BRIGHT EDUCATIONAL ONLINE
19 - 20 - 21 DICEMBRE 2020
Nei giorni 19-20-21 Dicembre 2020 si è tenuta la prima edizione di Bright Educatonal Online: tre giorni di incontri #live e #ondemand sui temi della creatività digitale e delle professioni del futuro, realizzati in collaborazione con Istituti di formazione, Aziende corporate e studi di design.
Oltre 32 speakers e ospiti internazionali hanno offerto agli utenti connessi da tutta Italia nuovi stimoli, spunti creativi e canali di approfondimento per il proprio percorso professionale e artistico-digitale..
Scopri di più sulla nuova piattaforma digitale di Bright Educational. Vai al sito
PARTNERS
𝐄𝐩𝐬𝐨𝐧 – 𝐖𝐚𝐜𝐨𝐦 – 𝐀𝐛𝐥𝐞𝐭𝐨𝐧 – 𝐀𝐝𝐨𝐛𝐞 – 𝐑𝐞𝐤𝐨𝐫𝐝𝐚𝐭a – 𝐂𝐨𝐧𝐧𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 – 𝐅𝐨𝐭𝐨𝐧𝐢𝐜𝐚 – 𝐒𝐚𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐨𝐮𝐧𝐝 – 𝐓𝐢𝐜𝐤𝐞𝐭𝐬𝐰𝐚𝐩 – 𝐅𝐥𝐱𝐞𝐫 – 𝐈𝐩𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 – 𝐖𝐨𝐚 𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐂𝐨𝐦𝐩𝐚𝐧𝐲 – 𝐔𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭à 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 – 𝐈𝐄𝐃 – 𝐍𝐞𝐰 𝐘𝐨𝐫𝐤 𝐅𝐢𝐥𝐦 𝐀𝐜𝐚𝐝𝐞𝐦𝐲 – 𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐚𝐧𝐠𝐨𝐧𝐢 – 𝐌𝐨𝐝𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐡 – 𝐅𝐚𝐬𝐡𝐢𝐨𝐧 𝐑𝐞𝐬𝐞𝐚𝐫𝐜𝐡 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐲 – 𝐀𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞𝐦𝐢𝐚 𝐂𝐚𝐩𝐩𝐢𝐞𝐥𝐥𝐨
Made in Italy - Edohard & Claudia Boca

MADE IN ITALY
Project by EDOHARD & Claudia BocaSound Design by Carlo Covelli
Audiovisual Installation
This installation goes beyond an artistic exhibition, hoping to become a powerful tool for raising awareness and social denunciation. A challenge to patriarchal society to stop ignoring gender violence, to condemn it and actively counter it.
CONCEPT
EDOHARD
Claudia Boca
Abitazione - Edohard & Claudia Boca

ABITAZIONE
Edoardo Olivetto (EDOHARD) & Claudia Boca
Audiovisual Installation
CREDITS
Sound Design by Carlo CovelliDesigner & Visual Research by Ilaria Marzano
By transforming complex data into a visual narrative, the installation offers a purely sensory experience that replaces common prejudices about housing emergencies with a fresh perspective on life in self-managed spaces.
CONCEPT
EDOHARD
Claudia Boca
Video Production: 5 trucchi del mestiere
1. Chi più spende meno spende
Hai presente quando ti chiamano all’ultimo minuto, ti mancano le luci e qualcuno su Facebook ti consiglia di prendere l’ultima bellissima cinesata che costa 100€?
Non farlo, ti prego, il solo pensiero mi produce un dolore da soldi buttati. E sai perché?
Tutto quello che avrai sarà una luce pietosa, incontrollabile e impossibile da sistemare in post. Lo so che lo hai già fatto ma puoi anche nasconderlo e non dirlo a nessuno. E quel video che ti è venuto tutto verde anche se ci hai perso 6 giorni su DaVinci Resolve sai perché è venuto così?
Alla tua luce mancavano frequenze. Non le emetteva tutte. E siccome i colori li vediamo (sia noi che i sensori) solo grazie alla luce che rimbalza sulle cose, se a questa luce mancano alcune frequenze del rosso ad esempio, i tuoi soggetti sembreranno tutti degli zombie.
Il che può andare benissimo per un video di zombie ma se illumini una torta di compleanno con bambina rosa porcellino magari non è il massimo (questa scena l’ho vista al rallentatore, chissà come proseguiva?).
Insomma, vuoi fare bella figura col tuo cliente e pure con te stesso? La soluzione è veramente semplice: chiama un noleggio, chiedi aiuto, fatti consigliare.
Ah scusa hai ragione in genere i rental non lo fanno, meglio affidarsi ad esperti di produzione ;)
2. Non spendere in cose inutili
Se ad esempio devi consegnare in FullHD per il canale youtube di tuo zio (il che fa di te un cugino) credi davvero che prendere l’ Arri Alexa sia la scelta giusta? Ok, non ci avevi pensato, è vero, ma che ci fai con una camera che gira in 4K se poi non la usi per il crop?
Ecco questo è il consiglio 1.2: se giri a risoluzioni alte per consegnare in HD fatti dei segni sul monitor (se non riesci per via digitale il nastro-carta dà grandi soddisfazioni), tieni quadri più larghi e, dopo, in post, croppa il girato.
Se usi bene le coperture avrai molti più tagli a disposizione.
Le coperture non sono mai abbastanza: falle con un senso, ma anche se non ce l’hanno falle lo stesso, il montatore ringrazierà.
3. Spegni la luce
Quando arrivi in location (se in interni), per prima cosa, spegni la luce. Spegni tutto, che sia giorno o notte. Come fai a capire che luce c’è se non spegni le lampadine? Spegni tutto, guarda da dove entra la luce e verso dove va. Poi ti occupi dei mobili, quelli li puoi spostare, la luce del sole o del lampione no, comandano loro.
3.1. in generale le lampadine che ci sono nelle case oggi sono cacca pura. Se non hai la fortuna di trovare ancora delle alogene (le tungsteno classiche da quando sono uscite di produzione si saranno già fulminate tutte) quello che avrai sono lampadine a risparmio energetico o con led di dubbia provenienza che scolorano il più affascinante dei luoghi in una tristezza irrecuperabile. Spegnile, aiuta il tuo umore e quello dei tuoi spettatori.
3.2 a questo punto usa gli illuminatori che ti sei portato per completare la luce che viene da fuori.
4. Non fidarti troppo del tuo occhio (specie di notte)
Hai presente quando devi girare in esterno notte?
Con le camere di oggi crediamo tutti che la luce non ci serva più. In effetti se sali a 3200 iso, o anche più con alcune camere, la quantità di luce che c’è in strada ti basta.
Ma è solo una questione di quantità? Ovviamente no.
Se gli illuminatori cinesata sono pietosi e le lampadine di casa sono cacca pura non puoi sapere che crudeltà sono i lampioni per i sensori delle macchine.
Le lampadine per l’illuminazione stradale sono in genere a vapori di sodio o di mercurio, hanno un’efficienza altissima ma sono praticamente monocromatiche, emettono una sola frequenza principale e poca roba li intorno. Mancano quindi della maggior parte delle frequenze dello spettro visibile, che sono quelle che ti fanno venire bene i colori nel video.
Da poco per i lampioni si iniziano ad usare anche i led ma ci sono dentro diodi con altissima efficienza luminosa e bassissimo CRI (indice di rendimento cromatico).
In pratica sono una porcheria anche quelli. O meglio vanno bene per vedere dove metti i piedi, non per fare un video.
Allora che fare? Certo, se stai leggendo questo post, è difficile che tu abbia a disposizione centinaia di Kw per illuminare tutta la strada. Quindi puoi fare una cosa semplice: usa i tre illuminatori del punto 1 solo per i soggetti. Ignora il resto, stringi un po’ il campo e fai in modo che la luce di qualità ti restituisca il giusto incarnato. Attenzione la temperatura colore della luce può anche essere “sballata” se ha un senso per te, troppo calda o troppo fredda, ma se la qualità è buona e hai tutte le frequenze al loro posto poi potrai lavorarci anche in post. Altrimenti non ci provare proprio, è solo tempo perso.
5. Non dare per scontato quello che dice il web
Su Facebook tutti ci esprimiamo sinteticamente, a volte troppo. Alcuni poi scrivono proprio senza fondamenti tecnici di alcun tipo. Distinguere le fregnacce dalle informazioni è molto difficile. C’è un unico modo per non farsi fregare: studiare, attingere alle fonti, leggere i manuali, andare ai workshop di aziende serie.
Quello che presentiamo noi risponde a 3 criteri essenziali per noi:
- 1) essere utile, non una inutile chiacchiera senza contenuti;
- 2) essere tenuto da un docente con una reputazione vera - in questo caso ha anche delle certificazioni internazionali;
- 3) non essere una truffa. Le truffe durano poco, poi la gente si scoccia e non torna. Le persone non sono stupide, almeno non tutte. Noi vi vogliamo vedere la prima, la seconda e anche la terza volta.
Ma anche se non venite ai nostri workshop, che sarebbe uno spreco però, leggete i manuali, non le opinioni.
Le recensioni hanno rotto le palle per quanto ci riguarda!
Bright Festival Connect 2020

BRIGHT FESTIVAL EVENTS
BRIGHT FESTIVAL CONNECT 2020
23-24 - 25 OTTOBRE 2020
La comunità internazionale di artisti digitali e professionisti dell’industria creativa si è trasferita a Lipsia per tre giorni di eventi entusiasmanti.
Durante il giorno: incontri, installazioni digitali, VR ed esperienze immersive curate da esperti e designer provenienti da tutta Europa.
La sera, negli affascinanti spazi del Kunstkraftwerk, si sono svolti spettacoli audiovisivi e live set eseguiti da artisti internazionali.
Un nuovo ambiente dedicato alla creatività digitale in cui i partecipanti possono entrare in contatto con le nuove tecnologie e vivere esperienze immersive. L’evento si è svolto secondo tutti i consigli delle autorità sanitarie tedesche. Leggi di più
















































Credits Photographers: Collectif Coin & Quentin Chevrier